Nel negozio da lei scelto acquistò uno splendido vestitino rosa abbinandolo a delle scarpette, poi vide anche un cerchietto per capelli così unico che sarebbe piaciuto alla vanitosa nipotina. Prima di rincasare si recò da Luisa Spagnoli, un negozio per signore, idoneo a lei e fu lì che la vide per la prima volta.Era entrata con disinvoltura una ragazza alquanto strana. Si vedeva che era giovane, non più di vent’ anni, ma il suo look eccentrico non passava di certo inosservato. Minigonna in pelle che scopriva due gambe snelle, ai piedi portava scarponi che sembrava dovesse scalare una montagna, ma quello che si notava di più erano i piercing e i tatuaggi. Un braccio coperto da un tatuaggio a forma di serpente che faceva impressione, sul collo un’altro ma questo tenero, una rosa rossa che contrastava con l’altro. I piercing? Dappertutto, perfino sulla lingua per non parlare di quello al naso, un grosso cerchio che la faceva sembrare una nera di una tribù africana. Perchè conciarsi così, sarebbe bella se si togliesse tutto, al massimo solo un piccolo orecchino ai lati del naso…aveva pensato Virginia.
Arrivata a casa, dopo aver telefonato al marito, si concesse un pranzo leggero e poi un po’ di relax sul divano. Doveva sistemare la cameretta per accogliere Aurora, non vedeva l’ora di averla con sé, le sarebbe piaciuto farla dormire con lei, ma sapeva che la nuora era contraria e rispettava il modo di crescere Aurora.
La mattina dopo Aurora entrò in casa della nonna correndo e cinguettando felice.
“Ciao nonnina, come sono contenta di restare due giorni con te, mi hai comprato un regalo?” Virginia rise, la piccola era furba e andava subito al dunque.
“Certo piccola mia, sai che la tua nonna ti compra sempre qualcosa per il tuo arrivo, vieni che te lo mostro.”
Aurora, dopo aver scartato strappando in parte la carta regalo, si mise a correre per la stanza con gioia pensando: I regali di nonna sono sempre belli.
Nonna e nipote aprirono il piccolo trolley e sistemarono i pochi capi preparati con cura dalla nuora. Aurora aveva già un programma per i due giorni, pur avendo solo tre anni aveva un cervellino che funzionava come una bambina di sei.
“Allora nonnina, adesso ti dico cosa faremo oggi. Andremo al cinema a vedere Biancaneve e i sette nani, poi ci mangiamo la pizza e stasera vengo nel tuo letto a fare la nanna, così io non ho paura,”
“ Ti porto al cinema, se vuoi la pizza te la compro, ma per dormire con me è meglio di no, sai che la tua mamma non vuole, su certe cose è intransigente.”
“Cosa vuole dire intransigente? Ma nonnina cara, noi dobbiamo fare le furbe… io dormo con te tanto la mamma non lo saprà mai, io non le dico nulla e tu anche.”
“Stasera vedremo, per ora non ci pensare, sai che facciamo? Usciamo, andiamo a comprare il pane fresco, così ci godiamo un po’ di sole.”
Virginia prese per mano Aurora e uscirono, attraversarono la piazzetta e entrarono in duomo, anche la piccola era affascinata dalle chiese, le piacevano le statue e il bagliore delle candele accese. Era troppo piccola per pregare però le avevano spiegato che quella era la casa di Dio, un essere divino che aveva creato la Terra. Uscendo, sempre tenendosi per mano, si incamminarono verso il panificio. La piccola si guardava in giro curiosa indicando alla nonna le vetrine dei negozi con i manichini esposti.
“Che belli, sembrano persone vere, nonna mi porti in una cartoleria e mi compri dei fogli e dei pastelli, voglio disegnare noi due.”
Virginia, dopo aver preso il pane, cercò una cartoleria e così poté esaudire il desiderio di Aurora. Rientrando a casa Virginia incrociò ancora la strana ragazza e i loro sguardi si incrociarono. Anche Aurora, molto curiosa, la notò
“Nonna perchè quella ragazza ha l’orecchino al naso così grosso? Non le fa male?”
“Penso di no piccola mia. comunque ce ne sono di ragazze che portano orecchini al naso, oltre che alle orecchie, magari quando sarai grande lo vorrai anche tu ma spero piccolo.”
”La mamma non me lo permetterà mai e io voglio obbedirle.”
Virginia la guardò con ammirazione, era una bambina speciale, aveva appena tre anni e sapeva già che doveva ascoltare i consigli saggi della mamma. A casa si mise a preparare il pranzo mentre la bambina iniziò il disegno di loro due alzando lo sguardo per osservare la nonna. Dopo neanche mezz’ora la bambina le consegnò il disegno, era stata brava e Virginia le promise che ne avrebbe fatto un quadretto da appendere in sala.
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