Dio!
ti ho visto tra muri di fango sotto il sole
e ossa disseminate nella sabbia,
portavi in spalla l’ultimo figlio rimasto
come una croce troppo leggera
per pesare sugli uomini
Le bombe—
settembre le ha sputate dal cielo senza lamenti.
Nessuno dei santi era lì!
Solo il fumo e il rantolo di una radio
Una madre gridava
con la gola bruciata dalla polvere,
nelle mani stringeva
il vuoto del futuro che si decompone
Là,
una colonna si muoveva verso il desert—
era un esodo, forse una preghiera,
o forse una processione di foglie secche
smosse dal vento
Ogni casa un teschio,
ogni porta una pugnalata.
Ogni cuore:
una stazione del calvario
senza bandiere né fede.
Nel buio delle macerie nessuna candela accesa, nessun miracolo
Forse una bestemmia che anticipa la morte
