Ho stretto il mondo in pugno, e l’ho domato,
dei miei desìi ho fatto terra e cielo,
ho visto il tempo piegarsi al mio fato,
eppur mi scopro fragile ancor nello stelo.
Che vale il tutto, se alzo gli occhi in alto
e l’universo ride del mio nome?
Che vale il mio trionfo, se l’asfalto
è polvere su cui l’eterno dome?
Io sono un sussurro tra i venti eterni,
ombra che il sole ignora e non ricorda,
e per quanto io salga sopra i miei giorni,
la mia grandezza al Nulla si raccorda.
O vita! Che mi dai, poi mi disarmi…
così tanto ho, eppure non so amarmi.
