Dedico questa poesia ai miei cari per la loro salute: mia mamma Morosin Emma, mio marito Ivan Cestaro, le mie figlie Sara e Lucia, mio papà Filippi Pierfrancesco, mia nonna Giuseppina Andretta
Giada, un sasso
scagliato nell’acqua pura,
un sogno, la scomparsa del disturbo,
che perviene a un giorno di sole,
la pittura tracciata con i colori
dell’alba che giungono al tramonto,
quando la Vergine ti ha guarita
per invocare un giorno nuovo.
E con animo fiducioso
l’augurio di un sorriso
che si rivela nello specchio del cuore,
senza far rumore.
