Identità

Autrice poesia: Chiara Ferrara

Dunque sono qui,
ed è tutto di nuovo nero.
Pensi al cielo azzurro, al sale che si sedimenta dopo una giornata al mare
ed è tutto magico, tutto esattamente come era prima e
pensi che sei guarita,
che sei rinsavita,
che era solo un lungo sogno,
brusco e torbido,
ma dai sogni si può sempre fuggire,
mentre la vita è in continuo divenire.
E scappi anche oggi, come hai fatto ieri e come farai domani e pensi
non sono più una bambina,
non possono più proteggermi come prima,
e ricordo
pareva tutto così grande
e ora invece questa casa è tanto soffocante.
E ti chiedi se sei mai veramente scappata,
se l’hai superata
o se è semplicemente passata
e ti accorgi di non avere il controllo su niente,
nulla ti appartiene e nessuno più ti vede.
Non ho mai saputo scrivere poesie,
ma in punto di morte emergono sempre le nostre reali volontà
e se solo per me potesse essere morte ogni giorno allora
potrei vivere in modo fedele alla persona che sono.
Ma chi sono io? Perché sto scrivendo una poesia?

Forse ho bisogno di spazio in questa perenne asfissia.
E vorrei l’atarassia,
vorrei violenza e vorrei allegria,
mi basta essere qualcosa,
voglio una forma e oggi odio la prosa e
non so come concludere questi versi,
ma in fondo non ha importanza, perché nel buio di una notte fugace
la verità sarà sempre ad attenderti come un rapace.
E questo è il parossismo della mia vita, il fiorilegio dei miei pensieri
e quando mi dicono che l’arte non serve,
penso
senza questi attimi saremmo sempre le stesse persone di ieri.
E siamo il frutto dell’evoluzione,
così tanto avanti che la scienza ci porterà fino all’estinzione.
Ma io non morirò mai inerme,
il brivido che sto provando mentre scrivo
è la prova concreta che io
vivo.

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