Assai cupa è la società odierna
che nel proprio vissuto
ci si scontra nella guerra eterna.
Nel percorso dell’essere chiamato io
ci si ferma a guardare
tutti i fallimenti dell’amor proprio.
Chi si ostina ad osservare l’umano
resta a dir poco sconvolto
a scoprire che manca l’essere sano.
L’ipocrisia che ha dominato la società
è radicata dai secoli passati
definendo l’uomo un essere senza pietà.
La lingua della falsità è dominante
poiché non trova alcun ostacolo
quindi la sua conquista è preoccupante.
Non trovi attraverso le amicizie superficiali
un soggetto colto col libro
dunque troviamo nel rapporto solo mali.
Chi parla alle spalle dell’altro
non merita strette di mano
per questo il malvagio diviene scaltro.
Nel bene all’interno del male
viene definito peggior del peggio
l’essere assente dal linguaggio sleale.
Non è facile comprendere le persone
perché quando si tenta l’empatia
non si vuole aprir nessuna questione.
Ma l’essere a dir poco frantumato
si sente nel suo complesso
un individuo dal cuore spaventato.
Per questo un rapporto definito sociale
diverrà nei secoli a venire
uno scambio di parole definito anormale.
