Mi piace la gente semplice,
chi osserva la vita, chi pensa facile.
Mi piacciono le persone che vivono i sensi,
senza filtri, con le mani libere.
Amo tutto ciò che è mutevole,
come le onde e il loro umore instabile.
Ho un debole per il caos,
perché riesce a sfamare la noia
e a rendere il reale indecifrabile.
Rimango immerso nel fluido del momento,
mentre ascolto il ritmo del silenzio
muoversi tra gli spazi di un algoritmo in fermento.
Mi affido all’inchiostro,
unico antidoto alla malinconia delle anime randagie,
mi dedico alla mia pelle, alle mie ossa e al mio sangue,
mentre vengo raschiato dal lamento
di un mondo che sempre più si lacera e langue.
