La notte lacrimante

Autore poesia: Valerio Grimaldi

Ricordo bene quella sera,
nella quale non sembrava vera,
d’un tratto tu passasti,
mentre lasciasti che io morissi.

Quel dolore lancinante,
di cui tu ne facessi parte,
nel ricordo del mio passato,
osservo solo il mio cuore rovinato.

Il tuo sorriso assai splendente,
d’un tratto divenne irritante,
i tuoi occhi meravigliosi,
in realtà erano pericolosi.

Nella sera incriminata,
tu divenni innamorata,
la notte divento’ infuocata,
mentre tu eri scatenata.

Quelle lacrime convenienti,
erano a dir poco convincenti,
la lacrima e’ assai facile,
quando il cuore e’ molto fragile.

Le stelle mi guardavano,
le cicatrici si rimarginavano,
dal cuore affranto,
ne uscì solo qualche pianto.

Le cicatrici di molteplici frequenze,
fecero da interferenze,
all’eterna intimità,
dei volti dell’emotività.

Nel concetto dell’amore,
tu per me eri come un fiore,
con la medesima emozione,
io ero in confusione.

Il mio cuore assai rovente,
divento’ congelante,
con il battito palpabile,
la vita divenne incontrollabile.

Laddove tu mi hai incontrato,
con il cielo stellato,
io mi sono innamorato,
con il cuore esasperato.

Poi quella mattina mi son svegliato,
la tua mancanza mi aveva agitato,
e mentre ero addolorato,
io mi sono disperato.

Il pomeriggio seguente,
il mio viso lacrimante,
guardava l’area circostante,
mentre ero titubante.

La sera torno’,
e l’amore se ne andò,
la vita continuerà,
quando il giorno dopo apparirà.

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